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mercoledì 8 ottobre 2014

Agraria. Entrambe le liste sono inammissibili, rinviate le elezioni

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Agraria. Entrambe le liste sono inammissibili, rinviate le elezioni

agraria
I ricorsi incrociati fanno fuori, per irregolarità formali, prima quella con Daniele De Paolis presidente, poi quella di Mariano Ingrosso. Si sarebbe dovuto votare il 19 e 20 ottobre

CIVITAVECCHIA - Non ci sono più candidati per l'Associazione Agraria di Civitavecchia. Nel senso che, dopo i ricorsi incrociati, entrambe le liste in corsa per il rinnovo delle cariche sono state dichiarate inammissibili. Così, le elezioni previste per il 19 e 20 ottobre sono rinviate e si riparte con l'iter elettorale. A breve la Regione dovrà fissare la nuoiva consultazione.
Erano due le liste in gara. La prima ad essere eliminata, per questioni formali, è stata quella che aveva in Daniele De Paolis il suo candidato presidente. Si prospettava un'elezione con lista unica perché era rimasta soltanto quella con Mariano Ingrosso presidente, ma anche gli esclusi hanno presentato ricorso e ottenuto l'inammissilità dell'altra lista.
Nessuna lista in gara e elezioni rimandate.

martedì 7 ottobre 2014

Associazione Agraria di Civitavecchia.Annullate le prossime elezioni..

Annullate le elezioni all'Agraria

La motivazione che avrebbe determinato l'esclusione della lista Ingrosso sarebbe un errore legato alla raccolta firme. "Si erano volute ravvisare irregolarità per ciò che riguarda la nostra lista – aggiunge De Paolis – Le abbiamo contestate e alla fine non si è potuto far altro che constatare che dall'altra parte c'erano per lo meno altrettante irregolarità". A pochi giorni da quella che sarebbe dovuta essere la data del voto, dunque, si apre uno scenario completamente nuovo ed inaspettato, con nessuna lista in corsa per il rinnovo delle cariche.



venerdì 3 ottobre 2014

FederFauna per la Festa di San Francesco.



Domani ad Assisi si terranno le celebrazioni in onore di San Francesco, in occasione del 75° anniversario della sua proclamazione a patrono d'Italia.

In seguito ai ripetuti tentativi, da parte degli animalisti, di attuare disinformazione e strumentalizzazione riguardo episodi della vita del Santo e del suo rapporto con gli animali, FederFauna consiglia la lettura delle numerose Fonti Francescane esistenti, le quali attestato che il Poverello di Assisi fosse spesso dedito al digiuno, ma che certo non fosse vegetariano o vegano e che mai abbia dato indicazioni a favore di una scelta di questo tipo. 

Egli aveva scelto la poverta' che consente solo di accontentarsi di cio' che offre la Provvidenza, mentre essere vegetariani o vegani e' un lusso che puo' permettersi solo chi puo' scegliere cosa mangiare!…

Ed e' proprio in relazione ai poveri che ha dichiarato di aver scelto il suo nome Papa Francesco, oltre che alla pace.

Un pensiero ben lontano da quello di coloro che strumentalizzano uno smodato amore per gli animali per creare guerre tra gli uomini!...

Di seguito alcuni passi del Catechismo della Chiesa Cattolica, riguardanti gli animali, che ben sintetizzano il messaggio non solo di San Francesco, ma della Chiesa tutta:

2416 - Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. 292 Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. 293 Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricordera' con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

2417 - E' dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perche' aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.

2418 - E' contrario alla dignita' umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. E' pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che e' dovuto soltanto alle persone.

mercoledì 1 ottobre 2014

LE FEDERAZIONI ADERENTI A FEDERFAUNA

Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani
Associazione Nazionale Commercianti Animali
Federazione Nazionale Lavoratori Immigrati
Sindacato Italiano Falconieri Professioonisti
AssoCanili-Associazione Nazionale dei Gestori di Strutture di ricezione degli Animali Domestici
Alianz Canine Italia
SIAC-Sindacato Addestrarori Animali Esotici in Cattività
A.S.V.R. - Associazione Sindacale Vetturini Romani
SNAR - Sindacato Nazionale Allevatori Rettili

Inquinamento biologico: specie aliene invasive in Italia



specie-aliene-invasive-italia
L’Italia è letteralmente sommersa di specie aliene alcune introdotte migliaia di anni fa come i Ratti ed il topolino delle case e perciò oramai blandamente nocivi se non nelle piccole isole, ma esistono alcune specie che stanno profondamente danneggiando i nostri ecosistemi e minacciano pericolosamente la fauna e la flora nativa del nostro paese.

Il flagello delle specie aliene invasive in Italia

Cosa è una specie aliena?

Una specie aliena, detta anche alloctona è un organismo nativo di continenti o di nazioni diversi da quello ove è stato introdotto artificialmente in modo volontario od involontario. Da sempre li esseri umani introducono specie diverse da quelle native per vari scopi come ad esempio quello alimentare (vedi il Fagiano introdotto dai Romani dal Medio Oriente all’Europa o il Coniglio dalla Penisola Iberica a buona parte del mondo), ricreativo o accidentale ad esempio attraverso il commercio navale o le acque di zavorramento delle navi. Non sempre una specie aliena si acclimata in un continente o nazione diversa, in questo caso, ossia se si estingue subito o poco dopo l’introduzione si parla di specie NON ACCLIMATATA, se invece si acclimata si parla di specie ACCLIMATATA. Una volta che una specie si è acclimatata questa può andare incontro ad una rapida crescita numerica e colonizzazione di nuove aree rispetto quella ove è stata introdotta o rimanere relegata in loco;  nel primo caso si parla di specie INVASIVA nel secondo caso NON INVASIVA. Infine se una specie oltre a diffondersi causa danni a specie native o all’attività umana si parla di specie nociva.

Quali sono le specie aliene piu’ nocive nel mondo?

Senza alcun dubbio le specie più nocive per le attività umane e la biodiversità sono i Ratti (Rattus norvegicus, Rattus rattus e Rattus exulans), il Topolino delle case (Mus domesticus) il Gambero della Louisiana detto anche Gambero killer (Procambarus clarkii), lo Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) ed alcuni pesci come il Pesce rosso (Carassius auratus), il Boccalone (Micropterus salmoides) ed il Persico sole (Lepomis gibbosus).
I danni creati alla biodiversità sono moltissimi e riassumibili in: Predazione eccessiva nei confronti di specie native con conseguente diminuzione delle stesse o anche estinzione (vedi i ratti nelle isole), competizione per le risorse alimentari e trasmissione di agenti patogeni.
I danni verso le attività umane variano a seconda della specie ma generalmente sono legati a danni a strutture, contaminazione/distruzione delle derrate alimentari e trasmissione di agenti patogeni oltre al fatto che i danni ambientali causati dagli alieni nocivi alla fine nocciono anche alle persone che si sono evolute in quel dato habitat …
Quali sono le piu nocive specie aliene italiane?

L’Italia è letteralmente sommersa di specie aliene alcune introdotte migliaia di anni fa come i Ratti ed il topolino delle case e perciò oramai blandamente nocivi se non nelle piccole isole, ma esistono alcune specie che stan profondamente danneggiando i nostri ecosistemi e quindi anche le nostre attività essi sono in ordine:
Procambarus clarkii o Gambero della Louisiana: la strage dei fiumi
Il Gambero della Louisiana (Procambarus clarkii): Introdotto negli anni 90 nel Lago di Massaciuccoli in provincia di Lucca ed in alcune località Emiliane per favorire la pesca, ha rapidamente invaso tutto il nord, quasi tutta la Toscana, il Lazio settentrionale ed esistono popolazioni isolate in Sicilia. Tale specie, grande e vorace fa strage di anfibi (sia girini che adulti che soprattutto uova), pesci e loro avanotti (piccoli), vegetazione acquatica e ripariale, invertebrati e molluschi fino a sterilizzare un corso d’acqua od una zona umida dalla vita che prosperava. Come se non bastasse esso è serbatoio di un fungo patogeno per il nostro Gambero di fiume (Austropotamobius italicus) e del terribile fungo patogeno per molti anfibi (il Citridio) che a livello mondiale ha causato 100 estinzioni e tantissime rarefazioni ed in Italia il collasso dell’Ululone dal ventre giallo appenninico (Bombina pachypus). Come se non bastasse esso scava continuamente nelli argini potendone causare il cedimento ed è noto per mangiare vegetazione coltivata nelle golene dei fiumi.
Sciurus carolinensis o Scoiattolo grigio: la minaccia ai boschi
Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis): Introdotto nel lontano 1948 in Piemonte tale Scoiattolo compete con il nostro Scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) causandone il rapido collasso, questo collasso ha ripercussione gravissime per tutti i nostri boschi in quanto lo Scoiattolo rosso tende a seppellire vari semi che poi si dimentica e questi germogliando favoriscono la ricrescita della foresta mentre il grigio li nasconde nei buchi degli alberi (i fitotelmata) ed inoltre il rosso ama mangiare i funghi anche di specie commestibili per la nostra specie favorendo con le feci la loro diffusione, mentre il grigio non mangia funghi. Se il grigio dovesse raggiungere le alpi o/e gli appennini sarebbe la fine del nostro scoiattolo e la fine del bosco come lo conosciamo noi.
Myocastor coypus o Nutria: il pericolo per la vegetazione
Nutria (Myocastor coypus): La Nutria è un grande roditore simile ad un piccolo castoro, ma con coda da ratto che vive presso zone umide e fiumi. Nativo del Sud America venne introdotto negli anni 40 per fine pelliccero, ma a seguito di fughe e rilasci è oggi presente in tutta Italia anche se a sud è puntiforme. La Nutria si nutre di vari vegetali sia spontanei che coltivati e può causare danni sia da pascolamento/brucamento alla vegetazione nativa delle paludi e dei fiumi ed a quella coltivata nelle golene ed inoltre può calpestare le uova di uccelli nidificanti al suolo e, con la sua attività di scavo negli argini causare il loro cedimento.
Cosa si può fare per contrastare le specie nocive?
E’ arduo contrastare specie antiche e perfettamente adattabili alla presenza umana, ma è concepibile, almeno finché si è in tempo eradicare le popolazioni introdotte attraverso trappolamento con successiva eliminazione, uso di esche velenose e soprattutto favorire la resistenza delle specie native attraverso opere di rinaturalizzazione di zone degradate o troppo modificate dall’attività umana … .
Molto più importante è la presa coscienza da parte della popolazione dei danni delle specie alloctone e del rilasciarle in natura evitando perciò tali deprecabili comportamenti come ad esempio abbandonare le Tartarughine d’acqua dolce (Trachemys scripta elegans) che poi diventan voraci predatori di 30 cm in grado di aggredire pure li anatroccoli.
La prevenzione resta in ultima analisi la via più efficace per contrastare l’avanzata delle specie nocive, e tutte le forze sociali e militari devono essere messe in campo per affrontare questi preoccupante fenomeno, prima che altre e più invasive specie sbarchino ad esempio nel nostro paese (proprio quest’anno si assiste all’avanzata del Calabrone cinese minore (Vespa velutina) introdotto inavvertitamente da carghi cinesi non controllati, che è un grande sterminatore di api e le cui conseguenze ambientali possono essere severissime).
Un mio personale consiglio è quello di fumigare le stive delle navi dopo ogni sbarco, controllare accuratamente ogni pianta importata ed infine vietare la detenzione e la vendita di specie native di climi affini a quello ove potrebbero acclimatarsi… .


Autore: Flavio Brandani

Tutela animali: gli impegni assunti dal Governo. No a divieto macellazione rituale


L’Italia è impegnata a supportare e attuare una serie di misure per la tutela dei diritti degli animali nell’ambito del Semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea. In votazione dell’Aula di Montecitorio sette mozioni (74 impegni diversi) con le quali il Parlamento impegnerà il Governo. Dopo una seduta animata ne sono state accolto sei, con modifiche e ampi stralci, mentre è stata respinta in toto quella della Lega Nord, presentata da Marco Rondini, che chiedeva di "abrogare l'articolo 1099 del regolamento comunitario, che apre alle procedure di macellazione islamica". Stralciata sullo stesso tema anche la mozione  di Chiara Gagnarli (M5s) nella parte in cui chiedeva di "promuovere una disciplina comunitaria che introduca il divieto di macellazione rituale, affinchè la libertà religiosa dei singoli stati membri non entri in conflitto con la tutela degli animali in quanto esseri senzienti”.

A rappresentare il governo in aula il sottosegretario con delega alla sanità veterinaria Vito De Filippo. La Camera ha accolto le mozioni (di Brambilla, Gagnarli, Vezzali, Cova e Nicchi) come riformulate dal Governo e approvato con il parere favorevole del Governo la mozione di Dorina Bianchi (Pd).

Non sono mancati gli spunti polemici e i distinguo. «L'unico animale per cui ha mostrato interesse il nostro Presidente del Consiglio Renzi è l’uccellino di Twitter»  ha commentato sarcastica la deputata grillina Gagnarli dopo che i 19 impegni che aveva proposto sono stati ridotti a sette.

L’onorevole Ilaria Capua (lei e Paolo Cova solo gli unici due veterinari eletti alla Camera) ha annunciato e motivato la propria astensione. «Le mozioni prese nell'insieme – ha dichiarato -  contengono soprattutto proposte ideologiche che non tengono conto del contesto, delle ricadute economiche, sociali e legislative di questo argomento. Ritengo personalmente che sarebbe stata più utile una discussione più ampia includendo un tavolo tecnico competente che avrebbe potuto illustrare le reali problematiche dell'argomento che sono molto più complesse di quello che sembrano».

Alla mozione di Paolo Cova è stata apportata una modifica, che, secondo il proponente va in senso ancora più vincolante verso la prevenzione del randagismo, ponendo come fondamentale la sistemazione delle cucciolate e il controllo delle nascite. Con il nuovo testo l’impegno quindi “a valutare l'opportunità dell'introduzione di misure di diffusione della cultura del possesso consapevole degli animali e della necessità del controllo delle nascite anche attraverso la sterilizzazione”.

Tra battute d’arresto e accalorate discussioni la seduta è comunque arrivata in porto. 

Gli impegni accolti, quelli accolti con riserva e quelli respinti dal Governo

In base ai testi approvati, il governo risulta impegnato, tra l’altro a caratterizzare la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea con iniziative tese a «dare piena applicazione al riconoscimento degli animali come “esseri senzienti”;  a rafforzare l’ufficio veterinario della Commissione europea al fine di garantire un efficace controllo dell’applicazione delle normative comunitarie a tutela degli animali; a introdurre una normativa comunitaria per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, che, fra l’altro, preveda il divieto di uccisione di cani randagi e gatti vaganti, lo sviluppo di programmi di prevenzione con adeguati programmi di sterilizzazione e adozione, l’identificazione tramite microchip e la registrazione obbligatoria collegata a un sistema di tracciabilità europea, il contrasto al traffico di cuccioli, anche attraverso l’Europol, ed ai combattimenti fra cani.

Il governo è quindi impegnato a vietare l’importazione e la commercializzazione delle «specie invasive aliene» e stabilire che i metodi di loro contenimento prevedano unicamente misure incruente, rispettose della vita e della sofferenza dei soggetti interessati; a sostenere il riconoscimento e l’utilizzazione dei metodi sostitutivi di ricerca all’uso di animali ed estendere il divieto di test animali previsti per i cosmetici e i loro ingredienti ai prodotti di detergenza e loro ingredienti.

Tra gli impegni accolti quelli di sostenere l'emanazione di norme che prevedano standard obbligatori minimi di benessere che si applichino alle specie oggi prive di specifiche norme di tutela come bovini, conigli, tacchini e altri; sostenere una normativa comune tra gli Stati membri in materia di agevolazioni fiscali per le spese veterinarie sostenute per gli animali da compagnia; assumere iniziative per istituire una rete di centri di riferimento sul benessere animale nei Paesi europei; far sì che le forme di commercio di animali di affezione tra Stati europei siano garantite dalla vigilanza dei servizi veterinari degli Stati membri prima del trasporto.

Accolto con “riserva” l’impegno a promuovere a livello comunitario l'approfondimento delle condizioni scientifiche ed economiche al fine della revisione del regolamento (CE) n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto. Qui il Governo ha posto la condizione che vi sia la possibilità di proporre un approfondimento con tutte le categorie.

Il parere negativo è andato alle proposte di promuovere una normativa comune volta al superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti  e a quelli tesi a vietare l’allevamento degli animali da pelliccia, la macellazione rituale, la caccia nei territori protetti dalla rete comunitaria “Natura 2000”. Non accolta anche la proposta di sollecitare la Bce perchè interrompa i finanziamenti agli allevamenti intensivi.
Autore: A cura di C.Fo. Ufficio stampa Sivemp Veneto
http://www.sivempveneto.it/leggi-tutte-le-notizie/23999-tutela-animali-ecco-gli-impegni-assunti-dal-governo-no-alla-mozione-sul-divieto-di-macellazione-rituale

Ricerca: le carni di animali alimentati con ogm identiche a quelle non ogm




Le carni di animali alimentati con mangimi Ogm hanno le stesse caratteristiche di quelle ricavate da animali che sono stati nutriti con mangimi non Ogm. Ad affermarlo e’ lo studio ‘Impatto dei mangimi geneticamente modificati sugli allevamenti di bestiame’ (Prevalence and Impacts of Genetically Engineered Feedstuffs on Livestock Populations) realizzato dall’universita’ della California di Davis. La ricerca, che sara’ pubblicata sul numero di ottobre del Journal of animal science, e’ stata condotta dalla studiosa Alison Van Eenenaam e prende in esame gli studi sull’alimentazione animale condotti da circa trent’anni a questa parte e che hanno interessato, si legge sul sito dell’ateneo, piu’ di cento miliardi di animali. A oggi, riferisce lo studio, negli Stati Uniti e’ approvato l’utilizzo, come mangime, di 19 varieta’ di piante geneticamente modificate tra cui le principali colture utilizzate per gli animali come erba medica, colza, mais, cotone, soia e barbabietola da zucchero. Attualmente, in America, sono circa 9 miliardi gli animali che vengono allevati per essere destinati alla produzione alimentare e il 95% del loro mangime contiene ingredienti Ogm. ”Gli studi hanno costantemente dimostrato che latte, uova e carne provenienti da animali nutriti con mangimi geneticamente modificati sono indistinguibili da prodotti derivati da animali che hanno seguito una dieta non ogm – ha detto Van Eenenaam – per questo motivo, ora che una seconda generazione di colture geneticamente modificate e’ stata ottimizzata per l’alimentazione del bestiame, occorre armonizzare a livello internazionale il quadro normativo per questi prodotti”.



Fonte (http://www.meteoweb.eu/)
http://www.meteoweb.eu/2014/09/ricerca-carni-animali-alimentati-ogm-identiche-quelle-non-ogm/328761/