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mercoledì 11 aprile 2018

Il cavallo nelle Aree Protette tra opportunità e criticità


I cavalli nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise non sono soltanto bellissimi elementi del paesaggio, ma un insieme di tradizione, cultura, ambiente e persino innovazione. Soprattutto il Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (CAITPR) è un animale capace di dare un grande contributo anche in termini di conservazione dell'ambiente, potendo eseguire lavori altrimenti destinati ad impattanti macchine forestali, così come è ottimo per visitare in modo sostenibile le valli del Parco.
Per analizzare le varie problematiche legate all'allevamento e gestione dei cavalli e al contempo divulgare e rilanciare le funzioni del CAITPR, sabato 14 aprile si terrà un interessante convegno a Pescasseroli, a fianco del quale saranno presenti cavalli, conduttori e cavalieri con dimostrazioni dal vivo, di sicuro interesse per gli addetti ai lavori ma anche per le famiglie in visita al Parco.

lunedì 9 aprile 2018

A.B.U.C Sant'Anatolia (RI). La Regione Lazio blocca le iniziative del Comitato Provvisorio.

La Regione Lazio ha diffidato il Comitato Provvisorio degli utenti dell'ASBUC di Sant'Anatolia (frazione di Borgorose), recentemente costituito, ad adottare qualsiasi atto o iniziativa in violazione della Legge vigente in materia di usi civici. 
Il Comitato Provvisorio si era recentemente costituito a seguito della mancata convalida delle elezioni del 10 dicembre scorso.
Da quanto emerso il Comitato avrebbe poi autonomamente disposto la revisione dello Statuto nonchè autoconvocato i comizi elettorali e le conseguenti elezioni previste per Domenica 8 aprile.
La Regione è prontamente intervenuta per ristabilire, almeno temporaneamente, l'ordinaria amministrazione provvedendo al Commissariamento dell'Ente e conseguentemente alla nomina del Commissario regionale (come nel caso di Gallicano nel Lazio).

venerdì 6 aprile 2018

Psr Lazio, pubblicato il bando per la biodiversità agraria

pollo-razza-ancona-by-steven-bruce-pringle-wikimedia-jpg.jpgAperte fino al 15 maggio le domande di aiuto per la coltivazione e l'allevamento di specie autoctone a rischio di erosione genetica con una dotazione complessiva di 2 milioni. 
Riguardo la biodiversità zootecnica, l'obiettivo dell'azione 10.1.9 è quello di incentivare l'allevamento a livello aziendale o anche fuori dall'azienda di razze autoctone minacciate di abbandono del Lazio.  
Al bando possono partecipare agricoltori singoli e associati e altre realtà che siano attive nella tutela e nella conservazione di varietà e razze autoctone. I beneficiari in ogni caso devono essere iscritti alla rete di conservazione e sicurezza prevista dall'art.4 della legge regionale n.15/2000. L'iscrizione è gratuita e può essere fatta seguendo le istruzioni indicate sulla pagina apposita del sito di Arsial. 

I beneficiari dovranno mantenere gli impegni previsti dalla misura per cinque anni, precisamente a partire dal 16 maggio 2018 al 15 maggio 2023.
Riguardo alle specie zootecniche gli allevatori dovranno allevare in purezza animali delle razze indicate nell'allegato 3 del bando, iscrivendo i capi nei rispettivi libri genealogici o registri anagrafici, oppure, in mancanza di questi, produrre apposita attestazione di appartenenza alle razze, rilasciata dall'Arsial. Inoltre dovranno mantenere invariata la consistenza iniziale dell'allevamento per tutti i cinque anni della durata dell'impegno, con un contributo annuo fissato a 200 euro a Uba.
fonte: agronotizie

mercoledì 4 aprile 2018

Mipaaf, via agli aiuti per gli allevamenti di montagna e nelle zone terremotate

Entro il prossimo 9 giugno gli agricoltori delle zone di montagna e quelli delle aree svantaggiate localizzati nei Comuni colpiti dal terremoto nel 2016 e 2017 possono presentare, anche tramite Caa, una comunicazione all’Organismo pagatore Agea per accedere al regime di aiuto nazionale a favore della zootecnia estensiva istituito dal Mipaaf con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2018. Il regime di aiuto funziona con le regole del de minimis agricolo, il cui limite è 15.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. I richiedenti devono possedere i seguenti requisiti: presenza di prati permanenti ammissibili ubicati in zone montane. I prati permanenti ricadenti nei Comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017 sono ammissibili all’aiuto anche se situati in zone svantaggiate. Le superfici agricole oggetto dell’aiuto devono risultare a disposizione dell’azienda richiedente alla data della presentazione della domanda di aiuto, essere mantenute in uno stato idoneo al pascolo e, per ciascun ettaro di prato permanente dichiarato nel piano di coltivazione il carico di bestiame annuo deve essere compreso tra 0,1 e 6 UBA. Il richiedente inoltre deve risultare detentore o proprietario di un allevamento attivo di bovini, ovini, caprini o equidi, come riportato dalla Banca dati nazionale di Teramo, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2018. Infine è necessario il possesso di titoli Pac assegnati nel 2015, il cui valore medio unitario nell’anno 2015 risulti inferiore a quello medio nazionale fissato al medesimo anno (214,64 euro per ettaro). 
Fonte: informatoreagrario ​

martedì 3 aprile 2018

Guidonia, cinghiali all’Inviolata. Colpa dei cacciatori?

Cinghiali all’interno del territorio del Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata ma anche in altri punti dove gli animali sono stati avvistati nelle aree limitrofe come Via della Selciatella oppure a Mentana, all’interno della Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco.
“Purtroppo per ora non siamo certi del numero effettivo dei branchi locali e degli individui presenti per ogni branco. Le loro impronte e i segni del loro passaggio, come scavi e pozze, possono essere visti ovunque, si spingono anche vicino ai centri abitati secondo alcune segnalazioni”. Sono queste le parole del naturalista Francesco Cervoni, del gruppo degli Apprendisti.
“Secondo i nostri primi dati, il branco di cinghiali presente al Parco dell’Inviolata nella zona di Marco Simone, non supera i cinque esemplari adulti”.
La maggior parte delle popolazioni italiane di cinghiali sono il risultato di ripopolamenti o reintroduzioni di esemplari di provenienza est- europea a scopo venatorio, inoltre in molti casi si possono incontrare degli ibridi fra le varie sottospecie, questo include anche incroci con il maiale, sottospecie di cinghiale creata dall’uomo per scopi sempre alimentari.
“Il cinghiale può raggiungere la lunghezza di 180 cm, l’altezza al garrese di un metro e il peso di un quintale circa, nonostante ciò può correre a una velocità considerevole come 40 Km/h; si tratta di un animale onnivoro che predilige soprattutto vegetali che trova nel sottobosco ma non disdegna carogne o piccoli Animali, grazie a questa sua dieta molto opportunista ha permesso la sua grande diffusione, senza dimenticarci il fatto che può vivere in ogni luogo, anche antropizzato, purché ci sia la presenza di fonti d’acqua”. 
“I rifiuti organici disposti fuori dagli appositi secchioni sono un invito a nozze per i cinghiali, motivo per cui frequentano anche i luoghi antropizzati. Ma non solo per i cinghiali, anche per altri animali come volpi e cornacchie grigie: è quindi giusto non lasciare mai incustoditi i propri rifiuti e non cercare mai di avvicinarli con del cibo, altrimenti quest’ultimi non faranno altro che dipendere dall’uomo e a non avere più paura di questo”.
Un’ampia diffusione che il giovane naturalista attribuisce al rilascio in natura di sottospecie non autoctone da parte dei cacciatori. “L’assenza di predatori naturali ha permesso loro di prolificarsi senza controllo, i primi a lamentarsi di questa situazione sono gli agricoltori; i danni che questa specie provoca all’agricoltura sono cifrati in svariati milioni di euro all’anno. La specie però causa anche danni all’ecosistema del sottobosco, ma al tempo stesso aiuta anche al mantenimento di quest’ultimo”.
“I cinghiali, come ogni animale selvatico, preferiscono scappare davanti alla presenza dell’uomo, però c’è da dire che nel caso in cui si sentono minacciati, soprattutto in un punto dove non hanno spazio di fuga, possono attaccare, in particolar modo bisogna stare attenti alla madre con i propri cuccioli. In generale gli individui scappano sempre, ricordiamoci logicamente di mantenere una distanza di sicurezza e non avvicinarli mai con del cibo, altrimenti si abitueranno alla mano dell’uomo”.
Nessun allarme da lanciare. Bisogna piuttosto denunciare i bracconieri che cacciano l’animale all’interno dell’area protetta. Questi cacciatori di frodo utilizzano anche le trappole fatte con i lacci metallici, molte di esse sono state rimosse dai ricercatori.

Parco dei Monti Lucretili: esposto del M5s ad Anac e Regione Lazio sullo stipendio di Marcello Vasselli

La riforma Madia del 2014 prevede il divieto per le Pubbliche Amministrazioni di assegnare cariche in organi di governo a soggetti già lavoratori privati o pubblici in pensione. Malgrado ciò il presidente del Parco dei Monti Lucretili Marcello Vasselli percepisce 2.100 euro mensili.
Sulla base di questi dati, è arrivato un esposto del Movimento 5 Stelle firmato dal consigliere comunale di Marcellina Alessandro Marulli e indirizzato a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, alla Corte dei Conti, all'Autorità Nazionale Anticorruzione oltre che al Presidente della Comunità del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili Paolo Palmieri e a tutti i rappresentanti della Comunitò del Parco.

Fonte: tiburno.tv