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martedì 14 febbraio 2023

FIERA EOS. A VERONA IL DIRETTIVO LAZIO DI CONFAVI-ACR INSIEME PER LA CULTURA RURALE

La tre giorni di EOS (European Outdoor Show) si è conclusa con uno strabiliante successo di pubblico e di critica. La fiera della caccia, tiro sportivo, pesca, nautica, outdoor e cinofilia più grande d’Italia e tra le più importanti d’Europa quest’anno ha ospitato ben 36.500 visitatori. Di rilievo è stata la presenza espositiva dell'ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA RURALE (ACR) che insieme alla CONFEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI VENEATORIE ITALIANE (CONFAVI) ed alla ASSOCIAZIONE CACCIATORI VENETI (ACV) con uno stand di ben 500 metri quadri ed un meraviglioso diorama con stupende preparazioni tassidermiche che hanno attratto migliaia di visitatori per foto e filmati. La calda accoglienza offerta dai numerosi volontari (ben 140 persone) è stata molto apprezzata dai tanti appassionati di caccia e ruralità grazie anche alle degustazioni gratuite di 

prodotti tipici locali e del buon vino veneto oltre all'immancabile "borsetta gialla" che ha letteralmente colorato l'intera fiera.

Nella giornata di Domenica si è inoltre svolta l’assemblea nazionale dei referenti Confavi, presieduta dal Presidente Nazionale Dario Faccin e dal Presidente ACR On. Sergio Berlato. Grande partecipazione da parte dei numerosi referenti tra cui le rappresentanze dell’Umbria, dell’Emilia Romagna, della Campania, della Lombardia, del Veneto e naturalmente non poteva mancare la nostra importante Regione con i propri referenti tra cui Gabriele Milani (presidente Confavi Lazio), Andrea Silvagni (Segretario Nazionale FederFauna e Pres. prov.le Confavi Latina), Davide Diamante (referente Confavi-Acr Valmontone e coord.re prov. di Frosinone), Giulio Giuliani (referente Confavi Guidonia Montecelio) e la referente Regionale Giulia Massei (Cacciatrici Confavi Lazio).

Il Direttivo Lazio di Confavi-Acr durante l'assemblea nazionale ha evidenziato purtroppo le numerose criticità riguardanti l'attività venatoria e la gestione del territorio con particolare attenzione nei confronti degli ATC totalmente allo sbando e distanti dalle impellenti necessità  di ridare slancio e credibilità all'attività venatoria attraverso una politica attiva sui territori, una più oculata gestione faunistica ma soprattutto azioni concrete per la  salvaguardia dell'ambiente rurale.

La Fiera è stata anche una grande occasione per ritrovare grandi amicizie e rinsaldare rapporti con altre importanti realtà Associative che hanno a cuore la caccia e tutte le attività portatrici della Cultura Rurale. Proprio per questo lo Stand ACR-Confavi è stato preso letteralmente d'assalto per la sottoscrizione della proposta di modifica della L.157/92 redatta dall'On.Sergio Berlato che ad oggi ha raccolto ben oltre 300.000 sottoscrizioni. Non poteva mancare ovviamente una visita allo Stand di "Cacciare TV", la Web TV della Caccia, con  la quale sta nascendo una forte collaborazione per i numerosi eventi organizzati dalle nostre Associazioni.

La Fiera EOS si chiude quindi con grande entusiasmo e soprattutto tanta voglia di contribuire ad ampliare la grande famiglia ACR unica opportunità di aggregazione e di rappresentanza di tutte le realtà portatrici della Cultura Rurale della nostra bellissima Nazione.

Le attività idel Direttivo Lazio di CONFAVI-ACR continuano Domenica 26 Febbraio con la GRANDE CACCIATA AL CINGHIALE organizzata dal referente di Montefiascone, Fabio Crocetti, per proseguire con le gare cinofile previste per il mese di Marzo-Aprile, per arrivare alla partecipazione a CACCIA VILLAGE il 12-13-e 14 maggio. Ma non finisce qui....il calendario CONFAVI-ACR LAZIO è ancora ricco di appuntamenti per tutto il 2023.

CONFAVI, CONVIENE!!!!


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lunedì 23 gennaio 2023

PILLOLE DI RURALITA'. UNA CIPOLLA PER SAPERE QUANTO SARANNO PIOVOSI I PROSSIMI MESI

Una cipolla per prevedere il meteo....

Tra le tante tradizioni contadine, quelle che appartengono ad un passato spesso dimenticato, ce ne sono di curiose e affascinanti legate ad alcuni metodi empirici per prevedere il tempo. A Gennaio, mese che segna il pieno inverno, era necessario nel mondo rurale cominciare a stabilire i tempi per le semine dell’annata che si presenta e quindi torna utile capire il clima a venire. Molte comunità rurali, in mancanza dell'odierna tecnologia, si affidavano alla divinazione attraverso l'utilizzo della cipolla la notte tra il 24 e il 25 gennaio (Conversione di S.Paolo).

Il metodo è assolutamente semplice. 

Si taglia una cipolla prima a metà. La parte che cade a destra rappresenta i mesi pari quella a sinistra i mesi dispari. Da queste due metà si ricavano altri due mezzi e infine altri due fino a ottenere 12 spicchi da cui si prende un velo per ognuno. I veli di cipolla si dispongono su un tagliere disponendoli 6 sopra e 6 sotto (rappresentano i mesi ) e mettendo nel velo di cipolla un pizzico giusto di sale. 

La mattina seguente se il sale è:

- sciolto / piogge o neve

- intatto / tempo bello e sole

- parzialmente sciolto / tempo variabile


"Delle calende non me ne curo purché a san Paolo non faccia scuro"

martedì 17 gennaio 2023

VIVA S.ANTONIO ABATE!!!

Il 17 Gennaio si benedicono le stalle e si conducono a benedire gli animali domestici, puliti e infiocchettati, davanti ai sagrati delle chiese.  

I suoi discepoli tramandarono alla Chiesa la sua sapienza, raccolta in 120 detti e in 20 lettere; nella Lettera 8, Sant’ Antonio scrisse ai suoi “Chiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto, ed esso vi sarà dato”. 

Nel 561 fu scoperto il suo sepolcro e le reliquie cominciarono un lungo viaggiare nel tempo, da Alessandria a Costantinopoli, fino in Francia nell’ XI secolo a Motte-Saint-Didier, dove fu costruita una chiesa in suo onore. In questa chiesa a venerarne le reliquie, affluivano folle di malati, soprattutto di ergotismo canceroso, causato dall’ avvelenamento di un fungo presente nella segala, usata per fare il pane. Il morbo era conosciuto sin dall’ antichità come “ignis sacer” per il bruciore che provocava; per ospitare tutti gli ammalati che giungevano, si costruì un ospedale e una Confraternita di religiosi, l’ antico Ordine ospedaliero degli “Antoniani”; il villaggio prese il nome di Saint-Antoine di Viennois. Il Papa accordò loro il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità, per cui i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade, nessuno li toccava se portavano una campanella di riconoscimento. 
Il loro grasso veniva usato per curare l’ ergotismo, che venne chiamato “il male di s. Antonio” e poi “fuoco di s. Antonio” (herpes zoster); per questo nella religiosità popolare, il maiale cominciò ad essere associato al grande eremita egiziano, poi fu considerato il santo patrono dei maiali e per estensione di tutti gli animali domestici e della stalla. 

Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici; in alcuni paesi di origine celtica, Sant'Antonio assunse le funzioni della divinità della rinascita e della luce, LUG, il garante di nuova vita, a cui erano consacrati cinghiali e maiali, così s. Antonio venne rappresentato in varie opere d’ arte con ai piedi un cinghiale.

Il Bastone a "T"

l bastone su cui si appoggia Sant'Antonio è spesso a forma di stampella, emblema tradizionale del monaco medievale il cui dovere era di aiutare gli zoppi e gli infermi, oppure è semplicemente un bastone pastorale. Spesso il manico del bastone è a forma di T, o in alternativa può comparire la lettera tau sulla sua tonaca, all’altezza della spalla. Questo simbolo richiama la croce egizia, antico simbolo di immortalità poi adottato come emblema dai cristiani alessandrini. Secondo un’altra interpretazione la lettera tau allude alla parola “thauma”, che in greco antico significa “prodigio”.

I festeggiamenti in onore di S.Antonio Abate sono anche una buona occasione per ricordare oltretutto l'importanza della zootecnica come risorsa socio economica per l'intero nostro Paese e ridare il giusto valore alla figura dell'allevatore, unici veri garanti del rispetto del benessere degli animali, sempre più spesso fatti oggetto di critiche e duri attacchi mediatici.

Noi diciamo: W S.ANTONIO!!!

 

giovedì 1 dicembre 2022

POZZI INCUSTODITI. CONFAVI-ACR CHIEDONO URGENTE CENSIMENTO E MESSA IN SICUREZZA

Risale a Sabato 26 novembre l'ultimo intervento dei Vigili del Fuoco del Comando di Latina intervenuto per un soccorso ad un cane caduto in un pozzo coperto dalla vegetazione su segnalazione di una persona intenta a raccogliere legna in una zona boscata. L'intervento in questo caso ha avuto esito positivo con il recupero del cane e la sua riconsegna al proprietario. Sono molteplici le segnalazioni di moltissimi amici cacciatori, cercatori di funghi e tartufi, ma anche di amanti delle passeggiate nei boschi della nostra Regione che segnalano (seppur in maniera molto approssimativa per via della difficoltà di localizzazione) la presenza di numerosi pozzi a cielo aperto, totalmente incustoditi e peraltro non segnalati che rappresentano un vero e proprio pericolo per l'incolumità pubblica e privata.

In molti casi i pozzi raggiungono profondità rilevanti ben oltre i 10 metri e sono localizzati in aree agricole abbandonate ed in zone marginali difficilmente accessibili per le squadre di soccorso. Il pericolo quindi non è solamente "dietro l'angolo" ma proprio SOTTO I NOSTRI PIEDI!

OCCORRE QUINDI GARANTIRE MASSIMA SICUREZZA PER TUTTI COLORO CHE FREQUENTANO A VARIO TITOLO I NOSTRI BOSCHI, PASCOLI E INCOLTI. 

Per questo motivo il Direttivo Confavi Lazio insieme all'Associazione per la Cultura Rurale - Regione Lazio hanno deciso di promuovere una raccolta di tutte quelle segnalazioni utili ad individuare pozzi a cielo aperto incustoditi e pericolosi e contestualmente rivolgono un accorato appello a tutte le Istituzioni coinvolte affinché vengano censiti e messi in sicurezza i pozzi presenti sul territorio realizzando nel contempo una banca dati cartografica utile ad una veloce localizzazione al fine di prevenire possibili danni e nefaste conseguenze.

PER L'ARTICOLO COMPLETO CLICCA QUI 

 



sabato 29 ottobre 2022

VALMONTONE. CONCLUSO IL PRIMO CORSO MICOLOGICO DI CONFAVI-ACR

Con l'esercitazione in campo di questa mattina si è concluso il primo corso micologico organizzato dalla Sezione Confavi-ACR di Valmontone grazie all'impegno del Presidente Davide Diamante ed alla collaborazione dei docenti Giovanni Simeoni e Carlo Berlato dell'Associazione Micologica di Valmontone.

L' ACR Associazione per la Cultura Rurale è da tempo al fianco di tutte le attività portatrici della Cultura Rurale (cercatori di funghi, tartufi, erbe spontanee, pescatori, cacciatori, agricoltori, allevatori) ed è quotidianamente impegnata nella promozione e nella salvaguardia delle tradizioni rurali che rischiano di andare perdute per sempre.
Confavi ha aderito con entusiasmo al Consorzio ACR riconoscendone l'importanza e soprattutto la perfetta organizzazione sia a livello nazionale che locale.
Confavi Lazio ringrazia tutti i partecipanti ma soprattutto il referente di Valmontone Davide Diamante per il suo grande impegno e passione.
A breve nuovi ed interessanti iniziative formative.

SOSTENETE L'ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA RURALE.
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giovedì 27 ottobre 2022

LAZIO. APPROVATA LA NUOVA LEGGE REGIONALE SULL'APICOLTURA

Il Consiglio regionale del Lazio oggi ha approvato il Testo unificato concernente “Disposizioni per la salvaguardia, valorizzazione ed esercizio dell'apicoltura”.

Il Testo unificato sull’apicoltura mette ordine nel settore, riconosce l’importanza delle api per il nostro ecosistema, fondamentali per il nostro futuro. Istituita la figura dell’esperto apistico come anche la limitazione all’utilizzo degli insetticidi.

Questa legge all'articolo 6 precisa il ruolo che deve avere il piano settoriale di intervento nella tutela della biodiversità in agricoltura:
  • favorire le iniziative pubbliche e private che tendano a conservare la biodiversità autoctona di interesse agrario e a diffondere le conoscenze e le innovazioni per l'uso e la valorizzazione di materiali e prodotti autoctoni;
  • assumere direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, miglioramento, moltiplicazione e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone;
  • prevedere specifiche iniziative per incentivare gli operatori che aderiscono alla “Rete di Conservazione e Sicurezza” e che detengono risorse genetiche tutelate.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI POTETE INVIARE UNA MAIL ALLA NOSTRA SEGRETERIA: LAZIO@FEDERFAUNA.ORG




giovedì 29 settembre 2022

QUALE CINOFILIA E' AMICA DELLA CACCIA? UN INTERESSANTE INTERVENTO DELLA D.SSA PATANIA (ACR TOSCANA)

Un interessante contributo della D.ssa Francesca Patania, Tecnico

QUALE CINOFILIA E' AMICA DELLA CACCIA? UN INTERESSANTE INTERVENTO DELLA D.SSA PATANIA (ACR TOSCANA)

 Cinofilo e Responsabile ACR Toscana.

"Chi mi ha conosciuto sa che sono anche una rappresentante del mondo cinotecnico e che da prima di entrare in ACR mi batto per far valere la cultura dell'addestramento e dell'allevamento del cane. Mi sono unita ad ACR proprio perché ho visto le connessioni tra cacciatori, cinofili, addestratori e allevatori e tutti noi amiamo i nostri cani. Già dai primi anni 2000 è iniziata una battaglia ideologica anche in cinofilia e che ci sono comuni che, sotto suggerimento delle associazioni animaliste e ambientaliste, hanno vietato al comune cittadino l'utilizzo di collari (quelli a catena a scorrimento) utili all'addestramento, dando il messaggio scientificamente errato che siano dannosi per la salute del cane. 

In alternativa all'addestramento classico, stanno subentrando ideologie gentiliste e similari che umanizzano i cani al punto da volergli somministrare psicofarmaci qualora un normale educatore o un veterinario non riescano a risolvere il problema di convivenza tra proprietario e cane. Molti miei colleghi sono testimoni di cuccioli di 5-6 mesi ai quali era stata prescritta Fluoxetina da veterinari comportamentalisti, solo perché considerati "troppo attivi".

La mentalità animalista sta contagiando il normale vivere il cane al punto persino da discriminare alcune razze rispetto ad altre, lasciando passare il messaggio errato che serva un semplice corso teorico (tra l'altro errato anche questo, perché fatto di concetti prettamente ideologici) di poche ore per imparare a gestirli e che tutte le altre razze non necessitino invece di alcun tipo di controllo. 

Noi addetti ai lavori sappiamo benissimo invece che tutti i cani hanno bisogno di una guida e che senza di essa, siano essi grandi o piccoli di taglia, possono provocare incidenti.

In qualità di cinofilo zootecnico trovo tutto ciò sbagliato e pericoloso, perché col tempo la cultura che abbiamo costruito fino ad oggi potrebbe venire dimenticata, non più tramandata e che molte razze utili da lavoro vengano snaturate e private dei loro caratteri solo perché la moda e la società non riserva più un posto per loro. Esattamente come potrebbe succedere alla caccia.

D.ssa Francesca Patania - Responsabile ACR Toscana