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martedì 8 giugno 2021

FROSINONE. CANILI FAI DA TE..."C'EST PLUS FACILE"

Provincia di Frosinone.
La storia che stiamo per raccontarvi ha dell’assurdo.
Ai sensi della L.R. 34/97 tutti i cani rinvenuti in territorio comunale devono essere, una volta accalappiati, avviati verso canili sanitari o strutture pubbliche/private preventivamente autorizzate.
Tali strutture, canili sanitari, rifugi pubblici o privati, devono altresì possedere elevati standard di qualità e superare oltremodo la verifica della sussistenza dei requisiti richiesti da parte di una Commissione ad hoc nominata dalla ASL di competenza. Gli adeguamenti alla normativa hanno chiaramente comportato, per molte strutture esistenti, l’esigenza di ingenti inves
timenti. Ora comincia la parte dolente.
Da quanto ci è stato segnalato sembrerebbe (il condizionale in questo caso è d’obbligo) che molti cani accalappiati siano però “direzionati” dai Comuni verso Associazioni (non meglio identificate) che li “ospitano” in strutture non autorizzate o prive di ogni standard di sicurezza.
Nelle stesse “precarie” strutture avverrebbe poi la registrazione e la microchippatura a cura di personale sanitario (sempre secondo le informazioni raccolte e per le quali abbiamo richiesto riscontro agli uffici competenti).
I cani restano in dette precarie strutture fino al momento della loro eventuale adozione.
Nonostante le Direttive Regionali siano chiare e le funzioni dei Comuni e delle ASL ben richiamate dalla normativa vigente sembrerebbe sia concretizzata una “straordinaria gestione” da parte degli Enti locali frutto (non è poi così assurdo da escluderlo) di iniziative personali e singolari interpretazioni della normativa riguardante il tema del randagismo.
In poche parole molti animali vengono accalappiati, registrati e microchippati direttamente a nome di associazioni o di singoli individui che li detengono poi in strutture non autorizzate e privi dei prescritti standard di qualità.
Insomma, nonostante la normativa e gli alti costi sostenuti per tentare di arginare il fenomeno del randagismo (soldi che escono dal portafoglio degli Italiani, ndr) c’è chi tenta di sbarcare il lunario…….
Per questo motivo abbiamo così richiesto alle Autorità competenti di verificare la veridicità delle informazioni. 
Attendiamo fiduciosi.

venerdì 4 giugno 2021

SOSTIENI LA FONDAZIONE PER LA CULTURA RURALE ONLUS.

La Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus è un importante strumento che permetterà di acquisire risorse per finanziare le battaglie in difesa dei diritti di tutti i portatori della Cultura Rurale.
Va ricordato che la scelta della destinazione del 5 per mille non comporta alcun ulteriore aggravio di tassazione per il contribuente, ma prevede la destinazione alla Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus di una parte di quello che il contribuente deve comunque pagare allo Stato.
Per contribuire al finanziamento della Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus attraverso la destinazione del 5 per mille, sarà sufficiente riportare nell’apposito riquadro del modello della dichiarazione dei redditi il numero di codice fiscale del- la Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus (codice fiscale 93031550242), apponendo accanto ad esso la firma del con- tribuente.



LE CORNACCHIE INVADONO ROMA. LA SOLUZIONE ANIMALISTA? CAMBIARE STRADA!....


Invasione di cornacchie a Roma. Scatta il panico nella capitale, cornacchie impazzite aggrediscono i passanti. 

Appollaiate sui balconi o sui pini, mirano la preda per poi attaccare mandando qualcuno addirittura in ospedale. 

Questo succede in particolare in Viale dell’Astronomia dove una coppia di cornacchie ha creato il nido deponendo le uova. 

La richiesta di spostare il nido è stata subito negata dalle associazioni animal-ambientaliste che consigliano di “cambiare strada ed eventualmente proteggersi con un ombrello per non farsi notare”. 


Non possiamo lasciare così incontrollata la fauna selvatica e mettere a repentaglio l'incolumità dei cittadini. 

La fauna va gestita per il benessere di tutti.

mercoledì 19 maggio 2021

Monti Simbruini, approvato ampliamento del parco. ARSOLI e CERVARA ENTRANO NELL'AREA PROTETTA.

Il Consiglio regionale dà il via libera alla proposta di legge: i Comuni di Arsoli e Cervara di Roma entrano nell'area protetta.


Il Consiglio regionale, presieduta da Marco Vincenzi, ha approvato con 25 voti favorevoli, un contrario e 4 astenuti, la proposta di legge per l'allargamento del perimetro del parco regionale dei Monti Simbruini, primo firmatario Eugenio Patanè (Pd).

“Una proposta di iniziativa consiliare – ha spiegato l'assessora alla Transizione ecologica, Roberta Lombardi – che è perfettamente in linea con gli obiettivi dell'agenda Onu 2030, recepiti dalla Region
e. Abbiamo attualmente 30mila ettari di territorio protetto, pari al 14,5 per cento del territorio regionale, dobbiamo arrivare al 30 per cento”.

Di legge che “segna uno spartiacque” ha parlato il presidente della commissione ambiente, Valerio Novelli: “Si tratta di un ampliamento significativo – ha spiegato – non tanto per estensione, ma perché vengono inseriti nel Parco due Comuni, quello di Arsoli e quello di Cervara di Roma, con l'adesione convinta delle rispettive amministrazioni. Prima i Comuni cercavano di uscire dai parchi, adesso chiedono di inserire il loro territorio fra le aree protette. Segno che abbiamo invertito la tendenza, stiamo facendo diventare i parchi un'occasione per uno sviluppo di tipo nuovo, sostenibile. Chiedo alla Giunta un impegno per approvare anche il piano di assetto del Parco dei Monti Simbruini entro la fine della legislatura”.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

domenica 16 maggio 2021

Bracciano Città del Formaggio 2021

Per questo 2021 è Bracciano la Città del formaggio. La città lacustre verrà insignita di questo riconoscimento su proposta della delegazione Onaf di Roma. L’organizzazione degli assaggiatori di formaggio, a livello nazionale, da sempre riveste il compito di valorizzare la cultura casearia del territorio. E, con lo scopo di individuare i comuni che culturalmente ed economicamente sono sede di produzioni casearie identitarie, nel 2020 ha istituito la designazione di questo titolo.

Una forte tradizione casearia della campagna romana, la nutrita comunità di allevatori e casari presenti – che hanno anche fondato l’Associazione formaggi storici della campagna romanacon lo scopo di riportare in vita formaggi di cui si erano perse le tracce – l’importante lavoro sulla qualità del latte crudo, sui cagli vegetali (come quello ottenuto dai fiori del cardo selvatico) e sulla stagionatura naturale in grotte di tufo, con la conseguente rinascita di formaggi come il Pressato a mano e il Caciofiore di Columella sono le considerazioni che hanno portato all’assegnazione del premio. Il tutto insieme alla vivacità del comune, alle bellezze storiche e paesaggistiche, alla posizione tra mare ed entroterra.

La proclamazione ufficiale avverrà oggi 15 maggio alle 17 nel Chiostro degli Agostiniani, Via Umberto, quando durante la cerimonia alla presenza delle autorità una rappresentanza dell’Onaf consegnerà il pannello segnaletico turistico da installare ed esporre all’ingresso del centro urbano. Una volta terminato l’anno, Bracciano rimarrà comunque iscritta all’albo delle Città del Formaggio. Con l’impegno, per mantenere a lungo il titolo, di organizzare ogni anno almeno un evento aperto al pubblico legato ai formaggi.

Fonte:www.agrodolce.it

venerdì 14 maggio 2021

FEDERFAUNA SOLLECITA' INTERVENTO DELLA REGIONE SUI PAGAMENTI DELLE SERVITU' VENATORIA

Un appello accorato quello che ci arriva oramai quotidianamente da parte degli agricoltori e allevatori del versante Est della Capitale.
Dagli incontri con i nostri referenti territoriali emergono forti preoccupazioni soprattutto a riguardo dei notevoli ritardi con i quali gli Enti competenti dispongono gli accertamenti dei danni alle produzioni causati dalla fauna selvatica, totalmente fuoricontrollo.

Molti cacciatori inoltre ci stanno segnalando nascenti malumori all'interno dell'Ambito Territoriale di Caccia che, sempre da quanto a noi riferito, non riesce a dare risposte concrete ai tanti problemi del mondo rurale. L'ATC poi ultimamente è stato anche ufficialmente invitato da alcuni Circoli Cacciatori dell'area prenestina ad  istituire un tavolo di confronto con le altre AA.VV. del Direttivo per discutere in merito alle eventuali iniziative da intraprendere per contrastare l'approvazione del progetto di Istituzione della Riserva Naturale Regionale Prenestino-Tiburtino nei Comuni di Roma (VIII Municipio, Gallicano nel Lazio, San Gregorio da Sassola). 

FederFauna da ormai 6 mesi ha richiesto al presidente dell'ATC RM2 informazioni e copia delle  risultanze contabili di esercizio degli anni 2019-2020 e 2020-2021 senza però ricevere alcuna risposta. 
Il silenzio degli organi di gestione dell'ATC RM2, e soprattutto delle AA.VV. costituenti il Direttivo, ha contribuito a generare e alimentare il clima di incertezza e perplessita'. 

Vista la grave situazione, raccogliendo le istanze degli agricoltori, allevatori e cacciatori che ogni giorno non si sentono più rappresentati dalle Dirigenze, abbiamo  sollecitato il Presidente della Regione Lazio,On. Nicola Zingaretti, l'assessore regionale all'agricoltura On. Enrica Onorati ed il presidente della VII commissione agricoltura Valerio Novelli, di intervenire con estrema urgenza verso l'ATC e ristabilire un clima di fattiva collaborazione e soprattuto trasparenza amministrativa.


Abbiamo altresì sollecitato i rappresentanti Istituzionali a dare seguito alle liquidazioni delle indennita' dovute ai proprietari dei fondi per servitu' venatoria e alla liquidazione degli indennizzi per i danni alle produzioni causati dalla fauna selvatica.

giovedì 13 maggio 2021

LA L. 157/92 PREVEDE L'OBBLIGO DI EMANARE I CALENDARI VENATORI ENTRO IL 15 GIUGNO DI OGNI ANNO.


La legge nazionale 157/92 prevede l'obbligo per le Regioni di emanare i calendari venatori entro il 15 giugno di ogni anno per lasciare quindi ai cacciatori la possibilità di decidere se rinnovare o meno la licenza di caccia. 

Questo non avviene quasi mai, perché prima le Regioni obbligano i cacciatori a pagare la licenza e a versare ingenti tasse di concessione e poi, una volta intascati i soldi, fanno sapere ai cacciatori come si andrà a caccia. 

Riteniamo che questa sia una grave mancanza di rispetto all'attività venatoria.