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martedì 27 febbraio 2018

AMATRICE, ENPA assente ingiustificata....




LE DICHIARAZIONI DEI VOLONTARI DELL'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI CI DESCRIVONO UNA REALTA' DIVERSA DA COME VIENE QUOTIDIANAMENTE RIFILATA ATTRAVERSO I CANALI DI INFORMAZIONE..... 

ENPA....DOVE E' SEVERAMENTE VIETATO DISSENTIRE!

mercoledì 21 febbraio 2018

VOTO 4 MARZO. DA FEDERFAUNA INDICAZIONI SUI CANDIDATI

FederFauna e' un'Organizzazione Sindacale apolitica e apartitica, ma nel rispetto delle sue finalita' di tutela degli interessi dei propri Iscritti, non poteva esimersi dal segnalare loro quali siano i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno assunto posizioni a tali interessi favorevoli o contrarie.
Per questo motivo, dopo aver pubblicato un primo esame dei principali programmi elettorali, pubblichiamo di seguito due schemi che, suddivisi per collegi, riportano i nomi di tutti i candidati dei principali partiti e coalizioni, evidenziati in VERDE se hanno assunto posizioni favorevoli al nostro mondo (su uno o piu' temi) ed evidenziati in ROSSO se hanno assunto posizioni contrarie (su uno o piu' temi).

E’ possibile che ci siano altri candidati, sia positivi che negativi per noi, i cui nomi non sono evidenziati, ma ciò è dovuto solo al fatto che non li conosciamo. Per esempio, per il Movimento 5 Stelle e per Liberi e Uguali i nomi sottolineati sono pochi, ma e' gia' il programma che hanno presentato i due movimenti che si presenta contrario agli interessi dei nostri Iscritti. 
Stesso dicasi per Forza Italia, dove e' stato Berlusconi stesso a sostenere le posizioni della Brambilla, tuttavia nelle sue liste alcuni nomi di persone che in passato hanno assunto posizioni favorevoli al nostro mondo ci sono, così come nelle liste di Lega e Fratelli d'Italia, che hanno invece presentato un programma favorevole al nostro mondo, compaiono alcuni nomi di persone che in passato hanno assunto posizioni decisamente contrarie ai nostri interessi. 
Lo stesso vale per la coalizione di centrosinistra: il PD ha programma favorevole, ma in coalizione ci sono anche Verdi e Radicali e qualche candidato negativo certo non manca. Le valutazioni su quale partito votare, pertanto, potranno essere differenti collegio per collegio.

NOTA IMPORTANTE:

la nuova legge elettorale non prevede il voto disgiunto, percio', se in un determinato collegio si intende non favorire un certo candidato, perché ostile al nostro mondo, sarà necessario, in quel collegio, non votare nessuno dei partiti appartenenti alla coalizione che lo ha presentato e votare, invece, un partito della coalizione avversaria.

ALTERNATIVA PARTITI MINORI

Vista sempre la nuova legge elettorale, per i cosiddetti "partiti minori" sembra che sarà piuttosto difficile riuscire a portare in Parlamento i propri candidati, tuttavia potrebbero esserci delle sorprese ed inoltre, in quei collegi in cui sia la coalizione di Centrodestra che quella di Centrosinistra presentino entrambe candidati da boicottare, il voto ai partiti minori potrebbe rappresentare un’alternativa.

Stando alle notizie che abbiamo reperito, parrebbe che solo nel programma di CasaPound siano esplicitate posizioni animaliste radicali, tuttavia anche il programma della Lista del Popolo per la Costituzione ha una forte impronta ambientalista e alcuni candidati di Potere al Popolo avrebbero sottoscritto impegni con le associazioni animaliste. Non sarebbe così per il Partito Comunista e per Dieci Volte Meglio che, anzi, nel suo programma esprime posizioni interessanti in tema di Agricoltura. Il Popolo della Famiglia, inoltre, ha un programma incentrato sui valori dell'Umanita' e diversi suoi esponenti hanno spesso usato toni critici verso l'ideologia animalista.

In ogni caso la situazione e' in continuo mutamento e, in caso di dubbi, prima di recarsi alle urne consigliamo di visionare i siti delle principali organizzazioni animaliste, per decidere chi NON votare…

TROVI QUI I CANDIDATI ALLA CAMERA (suddivisi per collegi, in verde i positivi, in rosso i negativi)

TROVI QUI I CANDIDATI AL SENATO (suddivisi per collegi, in verde i positivi, in rosso i negativi)



martedì 20 febbraio 2018

Stimigliano (RI). La Regione Lazio autorizza l'ampliamento della ZAC "Fonte Maggio".

Pubblicato sul B.U.R.LAZIO n° 15- S.to n. 1 l'autorizzazione alla permuta/ampliamento della ZAC denominata “Fonte Maggio”, nel Comune di Stimigliano (RI) che dagli originali ha 199.63.07 a seguito della permuta /ampliamento passa alla superficie attuale di Ha 280.69.57 come da assensi e planimetria in atti presso l’Area Decentrata Agricoltura di Rieti. 
Nella zona addestramento cani l’attività è consentita unicamente a coloro che sono in possesso di un tesserino cinofilo riportante i dati anagrafici dell’addestratore e gli estremi dell’iscrizione del cane all’anagrafe canina. 
La zona addestramento cani dovrà essere tabellata lungo tutto il perimetro e nelle strade interne, a cura del gestore, con tabelle di dimensioni non inferiori a cm 25x30 aventi la scritta “ZONA ADDESTRAMENTO CANI CON ACCESSO CONSENTITO AI SOLI AUTORIZZATI ART. 17 L.R. N. 17/95”. Le tabelle dovranno essere apposte in maniera ben visibile l’una dall’altra e comunque in modo che da una di esse sia possibile vedere le due poste ai lati; 
Non è consentito esercitare l’addestramento e l’allenamento dei cani al di fuori della perimetrazione della zona addestramento, nel caso di sconfinamento da parte dell’addestratore, anche in periodo consentito per l’attività venatoria, la prova addestrativa si intende conclusa.
La selvaggina utilizzata nella ZAC dovrà provenire da allevamenti autorizzati artificiali o in cattività e scortata da idonea certificazione di provenienza e sanitaria (Mod. 4) ed il concessionario dovrà munirsi di un apposito registro di carico e di scarico della selvaggina costituito da pagine numerate preventivamente vidimato dall’Area Decentrata dell’Agricoltura di Rieti; nel registro dovranno essere registrate di volta in volta la selvaggina presa in carico e quella immessa nell’imminenza delle prove addestrative. Tale registro unitamente alla certificazione sanitaria della selvaggina dovrà essere tenuto a disposizione per eventuali controlli da parte degli Enti preposti.


lunedì 19 febbraio 2018

Il Gran Premio di Cavalli a Roma parla olandese: Jody Van Gerwen trionfa.

Jody Van Gerwen è la migliore dei 46 binomi che hanno preso parte al Gran Premio internazionale di salto ostacoli targato “Cavalli a Roma”, l'evento che si è chiuso oggi alla Fiera di Roma.
L’amazzone olandese, classe 1991, ha siglato due percorsi netti fermando il cronometro della seconda manche su 41”39. Ai suoi ordini, Dendola B, cavallo di proprietà del cavaliere orange Bart Gommeren. C’è un po' di Italia in questo successo, perché Jody è da pochi mesi entrata a far parte del team che unisce Gommeren all’olimpionico Gianni Govoni. Questa vittoria rosa impreziosisce un curriculum che sotto il nome Van Gerwen parla di 6 Campionati d’Europa giovanili.
In seconda posizione si è classificato Gabriele Grassi. Il cavaliere toscano, in sella a My For Passion, è stato autore di un doppio netto con un tempo superiore (44”49) nella seconda manche. Resta per Grassi la soddisfazione di aver conquistato un primo e due secondi posti nei tre giorni di gara: bilancio che lo porta di diritto ad essere riconosciuto come miglior cavaliere del concorso.
Terza piazza per Filippo Marco Bologni. ll cavaliere emiliano ha chiuso il secondo giro con il tempo migliore in assoluto: 37”92. Vittoria pregiudicata, però, da un errore, quindi 4 penalità, nel percorso base.
Seguono Dario Luigi Agosta (Viskann di Sabuci, 4/0 - 37”96), Christian Marini(Lexus V Thornzele Z, 4/0 - 39”21) e Andrè Coutinho Mendonca Nagata (Isco de Amoranda, 5/0 - 39”65). Settima e ottava posizione, rispettivamente per Luca Marziani (Saxo des Hayettes, 5/0 - 41”28) e Filippo Lupis (Breezer, 5/0 - 41”72). Miglior cavaliere junior, Giacomo Casadei, undicesimo classificato in sella a Flickfox(4/5). 
Fonte: iltempo.it



Legna da ardere: il rapporto prezzo_fregatura. Seconda puntata

Oggi parliamo della stagionatura.
Come si fa ad ottenerne una compatibile con l’utilizzo?La risposta è molto semplice.
La regola non scritta, che vale dalla notte dei tempi, prevede l’acquisto del materiale nel periodo primavera- estate, di modo che possa godere di un congruo numero di mesi caldi per seccarsi a dovere.
Chi ha qualche carnevale in più, infatti, si ricorda che nelle case contadine era usanza andare a “boscare” (gergale che significa “abbattere”) i rispettivi lotti nel periodo tra l’autunno e l’inverno, seguendo precisamente il lunario.
D’estate non si andava, se non in montagna da parte di chi l’abbattitore lo faceva di mestiere, perché le impellenze arano altre.
Il materiale, poi, una volta lavorato, sarebbe stato accatastato per l’inverno successivo, appunto perché per allora sarebbe risultato pronto.
Regoletta semplice, come vedete, e di buon senso.
Sorpresa! Vale anche nell’era di internet!
Sembra incredibile ma sarebbe importantissimo che il legno venga abbattuto in luna vecchia e, possibilmente, prima della gemmazione, o a foglia adulta, o quando questa è totalmente caduta.
Ciò perché l’afflusso della linfa di fotosintesi risente direttamente della vicinanza del satellite terrestre e nelle fasi di sviluppo e crescita i vasi cribrosi e legnosi (le vene/arterie, chiamiamole così, della pianta) ne vengono irrorati maggiormente. Tale irrorazione è facilitata con la luna nuova.
Così, se l’essenza in questione viene lavorata nel periodo sbagliato, tenderà a seccarsi con più fatica e l’eccesso di umidità, dovuta alla presenza massiccia del liquido clorofilliano, renderà la stessa più vulnerabile al tarlo e ad altre bestioline. 
Più umido è il legno, più è lavorabile, anche dagli animali.
Ricordate cosa vi dicevo sui tronchi da lavorazione?
Naturalmente, per questioni di mera produzione, le vecchie regole di cui vi ho testé parlato non sono più rispettate: il mercato, per come si è lasciato che strutturasse, non ne consente la sistematica applicazione e gli addetti boschivi hanno bisogno di stipendi anche in luna nuova.
Da qui la necessità assoluta che il materiale venga acquistato all’inizio del caldo e consumato entro la stagione, pena, nel primo caso, un faticoso rendimento e, nel secondo, la perdita di consistenza e durata del legno durante l’utilizzo.
Ciò vale soprattutto per chi vanta tecnologie a ventilazione controllata come un caminetto termoventilato.
Vi starete chiedendo se la stagionatura non debba essere garantita dal venditore.
La cosa potrebbe anche funzionare così, basta che il cliente si rassegni a pagare la maggiorazione che la perdita del peso, subita durante la giacenza in magazzino dal materiale, comporta: il commerciante ha pagato quei quintali persi con l’essiccazione e non può rinunciare al corrispondente denaro, pena il fallimento.
Il faggio, per fare un esempio, può superare anche il 30% del calo dal commerciante all’utilizzatore finale.
Pertanto, per stare nel corretto (intendo che il commerciante a giusto prezzo faccia risultare il peso corretto), al prezzo di cui vi abbiamo parlato nel precedente articolo, per pretendere materiale subito secco, dovreste aggiungere una maggiorazione pari almeno al 30%.
Nel caso non siate disposti a ciò, bisogna che vi rassegnate a fare come si è sempre fatto.
La terza via non è data.
Ah, quando dico che il faggio cala del 30% c.ca da commerciante a cliente, non significa che il volume del carico acquistato si riduce nella medesima proporzione....
Quell’ effetto è molto più contenuto. Ma su questo ci ritorniamo su, promesso....
Fonte:www.dovatu.it

giovedì 15 febbraio 2018

Legna da ardere: il rapporto prezzo_fregatura. Prima Puntata

Il mercato del legno da riscaldamento è sempre stato, al contempo, povero e ladro. Il commerciante ha sempre avuto margini risicati, rispetto a quello che è il prezzo di costo della materia prima e sta alla sua onestà e voglia di rimboccarsi le maniche l’esito di una transazione pulita rispetto alla clientela. 
Molte sono le leggende narrate nelle patrie osterie che parlano di come "chi venda legnami bagni la produzione per imbrogliare il peso; spacci materiale “moro in piedi”- dato per acquistato a minor costo dal narrante di turno- per sano; manometta bollette a scapito del committente per fare sparire dal carico un congruo numero di quintali".
Si sa che le leggende hanno sempre un fondo di verità e nello specifico ciò che si basa su fatti oggettivi è solo l’ultima ipotesi. Nel caso della legna da ardere, il “trucco” è sempre stato nella manomissione del peso.
Manomissione che è tanto più certa, quanto più è basso il prezzo di vendita del materiale.

Quanto deve costare, allora, per essere certi di un riscontro corretto?
Stando ai parametri dell’Ufficio delle Entrate, che prevedono un ricarico del 55% rispetto all’acquisto, ovvero, mediamente, € 85,00/ Ton più I.V.A., per il pubblico il costo al minuto del legname si dovrebbe aggirare attorno a € 150,00/ Ton, pena la non congruità dell’azienda stessa nella dichiarazione dei redditi.
Ciò, va detto, vale per le realtà che segano e spaccano autonomamente il materiale.

Chi non ha produzione, ovvero ha solo un camioncino per le consegne, non riuscirebbe mai a proporsi nei termini appena presentati.

Il problema, però, risulta proprio essere il “commerciante” che ha solo il camioncino: va a comprare il legname lavorato dai grossisti al prezzo previsto per la vendita al minuto e lo propone a costi addirittura inferiori per riuscire ad abbindolare il cliente: dagli € 10,00 agli € 12,50 al quintale.
La gente, che va sempre in fiducia, al 99% ci casca alla grande e, convinta di “fare l’affare”, si fa “mettere sul groppone una barca di quintali” incredibile. Il caso più eclatante di cui sono a conoscenza si traduce nell’aver fatto corrispondere a 06 cubi di materiale sciolto un peso di 74 quintali a fronte di un dato reale di un massimo di 35 c.ca..
Il cliente che si fa abbindolare in questo modo, per la foga di dimostrare di saper fare gli affari meglio degli altri, contribuisce a porre in crisi i commercianti onesti che si accontentano del margine che riescono a ritagliarsi.
Questi soggetti, si ritrovano loro malgrado, al fine di reggere la concorrenza sleale dei furbastri sopra descritti, ad abbassare il prezzo fino a € 13,00 al quintale (questa soglia non può essere superata, pena l’adeguamento del peso dichiarato a cifre più compatibili al guadagno), cosa che comporta loro non pochi problemi con il fisco.
Così facendo e puntando molto su una grande qualità di servizio, riescono a galleggiare tra mille difficoltà.

Stando anche a quest’ultima realtà, quindi, per essere ragionevolmente sicuri della correttezza del commerciante, va verificato prima il prezzo, almeno 13,00/ 14,00 € al quintale, poi se il medesimo ha produzione propria e quanti dipendenti vanta.....
Quelli descritti sono i fondamentali da sapere per l’acquisto di materiale sfuso segato e spaccato e per “sfuso” intendo non palettizzato.
Volete saperne di più su legname in bancale, stagionature, consorzi ed affini? 
Certamente, ma alla prossima puntata....
(Fonte:www.dovatu.it)