
Particolarmente appetibile è il progetto “Agribio metano” delle associazioni bieticole italiane, che hanno proposto alle aziende di consociarsi in consorzi per creare nuovi impianti di biometano, ottenendo in cambio una valorizzazione maggiore della loro produzione rispetto ai prezzi di mercato. In Veneto ritengo che potrebbe nascere una decina di consorzi, dando una sferzata a un settore che ha bisogno di innovarsi per sopravvivere”.
Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, ricorda che negli ultimi anni c’è stata una grande partecipazione del mondo agricolo alla realizzazione degli impianti di biogas in Italia. “Su circa 2.000 impianti presenti, quasi metà degli impianti sono collegati ad aziende agricole – sottolinea -. Gli impianti a biogas hanno aiutato l’agricoltura italiana a mantenere alcune coltivazioni nelle nostre zone, come la cerealicoltura o la bieticoltura. Peccato che il mais, che sta vivendo un momento difficile a causa della scarsa remunerazione e dell’import massiccio dall’estero, sia tra le colture non ammesse, fra quelle di secondo raccolto, ad essere utilizzate in questi impianti. Bisogna che il mondo politico e l’opinione pubblica prendano coscienza che gli impianti a biogas e a biometano, collegati all’azienda agricola, possono aiutare la tenuta del settore, contribuendo a quel concetto di economia circolare che occupa sempre più un posto di primo piano”.
Fonte: www.rovigoindiretta.it
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